Sono passati quasi 90 dal lontano 3 Settembre 1928, quando Alexander Fleming fece la scoperta del fungo “Penicillium notatum”, grazie al quale ricevette il premio nobel per la medicina nel 1946. Dieci anni dopo la scoperta, venne sintetizzato il primo antibiotico della storia, la Penicillina, che porterà al trattamento di infezioni batteriche quali Tubercolosi, sifilide, cancrena e moltissime altre malattie prima incurabili, salvando cosi milioni di persone. Nei decenni successivi ulteriori scoperte e miglioramenti hanno portato alla sconfitta di moltissime tipologie di batteri, facendo nascere la categoria di farmaci chiamati antibiotici e lanciando l’umanità nell’era della medicina moderna.
Purtroppo però, l’uso e l’abuso di questi farmaci da parte di pazienti ma anche di medici, ha portato a conseguenze disastrose per la salute, con la nascita di super batteri mortali per l’uomo.
Qualche giorno fa negli Stati uniti è scattata l’allerta da parte delle autorità per la scoperta di un batterio resistente anche agli antibiotici più potenti e di ultima generazione come il Colistin. Secondo il rapporto pubblicato dall’ Antimicrobial Agents and Chemotherapy, il batterio è stato trovato nelle urine di una donna della Pennsylvania di 49 anni. Gli esperti del dipartimento della difesa hanno stabilito che si tratti di un ceppo di “escherichia coli”, un batterio molto pericoloso che porta con se un tasso di mortalità del 50% per le persone colpite. Solo negli States la resistenza di batteri agli antibiotici porta 23 000 vittime ogni anno; Basti pensare che secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, solo nel 2012 sono stati accertati circa 450.000 nuovi casi di tubercolosi resistente ad antibiotici e che circa 170.000 persone sono morte per questa infezione considerata ormai debellata da anni. Diversi allarmi sono scattati nell’ultimo decennio in tutto il mondo con casi accertati anche in Europa e Cina.
Per prevenire l’antibioticoresistenza, secondo la fondazione Veronesi, ci sono alcune regole da rispettare:
1- Gli antibiotici sono inefficaci contro le infezioni virali, come raffreddore, mal di gola e influenza.
2- Non conservare gli antibiotici per il malessere successivo
3- Assumere antibiotici come prescritto dal medico
4- Approfondire l’entità di eventuali infezioni batteriche con il medico
5- Prestando grande attenzione nell’acquisto di carni e altri prodotti alimentari certificati provenienti da allevamenti controllati per quanto riguarda l’utilizzo di antibiotici
6- Lavando con attenzione frutta e verdura, soprattutto se sono consumate crude, in modo da eliminare eventuali batteri contaminanti.

La diffusione di super batteri infatti e da imputare anche e soprattutto all’abuso nel settore degli allevamenti intensivi dibestiame, che ne fanno un largo uso per evitare il propagarsi di infezioni tra gli animali.
L’articolo de Il fatto quotidiano riporta le parole del Dott. Thomas Friedman:”ci sta mostrando che la strada di impiego degli antibiotici può essere arrivata quasi alla fine, una situazione in cui non abbiamo nulla da offrire a pazienti in reparti intensivi o con semplici infezioni urinarie”.
Il futuro non e ancora scritto ma molto dipende da noi e dall’uso coscienzioso che facciamo di questi farmaci che possono continuare a salvare la vita di milioni di persone. Pensateci.

Di Marco Lecci
Fonti: Il Fatto quotidiano / Repubblica / Associazione Veronesi

 

Contattaci        06- 2071927